Mozzi di tronchi dimenticati: una ferita aperta nel decoro urbano di Foggia

Passeggiando per le strade di Foggia capita sempre più spesso di imbattersi in una scena che, purtroppo, è diventata quasi normale: alberi abbattuti da anni e mai realmente rimossi. Al loro posto rimangono enormi ceppi di tronco che occupano marciapiedi, aiuole e spazi pubblici, dando un’immagine di incuria che mal si concilia con una città che punta a migliorare la qualità della vita e il proprio patrimonio verde.

La fotografia che pubblichiamo è soltanto uno dei tanti esempi presenti nei diversi quartieri cittadini. Il ceppo immortalato nell’immagine si trova nello stesso punto da svariati anni, testimonianza evidente di un intervento lasciato incompleto. E non rappresenta affatto un caso isolato.

Quando un albero viene abbattuto, qualunque sia la motivazione – malattia, instabilità, pericolo per la pubblica incolumità o lavori di riqualificazione – il lavoro non dovrebbe fermarsi al semplice taglio del tronco. Lasciare il mozzo affiorante dal terreno significa consegnare ai cittadini un’opera incompleta che trasmette un senso di abbandono e trascuratezza.

Questi ceppi, oltre a costituire un elemento esteticamente sgradevole, possono creare problemi pratici. Occupano inutilmente spazio sui marciapiedi, ostacolano la piena fruibilità delle aree pedonali, rendono più difficoltosa la manutenzione del verde e, in alcuni casi, possono rappresentare un potenziale ostacolo per persone con difficoltà motorie o disabilità.

Ma il problema è soprattutto culturale. Una città si misura anche dall’attenzione che dedica ai dettagli. Un albero abbattuto e mai sostituito comunica l’idea di un patrimonio arboreo che si impoverisce progressivamente senza una reale programmazione per il futuro.

La normativa italiana attribuisce ai Comuni la gestione e la manutenzione del verde pubblico. Il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico degli Enti Locali) assegna agli enti locali le funzioni amministrative relative alla gestione del patrimonio comunale, mentre la Legge 14 gennaio 2013, n. 10, recante Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, promuove la tutela, l’incremento e la corretta gestione del verde cittadino, riconoscendone il valore ambientale, paesaggistico e sociale.

Proprio nell’ottica di una gestione moderna del verde urbano, sarebbe auspicabile che ogni intervento di abbattimento fosse accompagnato da una precisa pianificazione che preveda:

  1. la completa rimozione del ceppo;
  2. l’asportazione dell’apparato radicale quando tecnicamente possibile;
  3. il ripristino dell’area interessata;
  4. la piantumazione di un nuovo albero in tempi rapidi, salvo comprovate ragioni tecniche o di sicurezza.

In molte città italiane queste operazioni costituiscono ormai la normale conclusione dell’intervento di abbattimento, consentendo di mantenere inalterato il patrimonio arboreo e restituendo rapidamente decoro agli spazi pubblici.

La presenza di decine di mozzi di tronco disseminati nei quartieri di Foggia racconta invece una storia diversa: quella di interventi che si interrompono a metà, lasciando ai cittadini il compito di convivere con ciò che resta degli alberi scomparsi.

La Redazione di FoggiaSulWeb.it rivolge quindi un appello agli uffici competenti del Comune di Foggia affinché si facciano parte diligente nell’avviare un censimento dei ceppi ancora presenti sul territorio comunale e procedano alla loro progressiva eliminazione.

Al tempo stesso, appare necessario che per il futuro venga adottato un protocollo operativo che preveda, contestualmente all’abbattimento di un albero, la completa rimozione del vecchio tronco e delle radici, ove tecnicamente possibile, seguita dalla tempestiva messa a dimora di un nuovo esemplare.

Il verde pubblico rappresenta un patrimonio collettivo che appartiene a tutti i cittadini. Ogni albero perso dovrebbe essere sostituito e ogni intervento dovrebbe concludersi con il pieno ripristino dello stato dei luoghi. Solo così sarà possibile restituire a Foggia il decoro urbano che merita e costruire una città più ordinata, più verde e più rispettosa del proprio patrimonio ambientale.

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