In una città capoluogo di provincia come Foggia, con decine di migliaia di cittadini e un numero sempre crescente di animali d’affezione presenti nelle famiglie, continua a mancare un servizio di emergenza veterinaria attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette. Una situazione che appare sempre più difficile da comprendere e che pone seri interrogativi sulla capacità delle istituzioni locali di rispondere a un’esigenza ormai non più rinviabile.
Quando un cane, un gatto o un altro animale domestico manifesta un grave problema di salute durante la notte, nei giorni festivi o nei fine settimana, i proprietari si trovano spesso davanti a un’unica alternativa: cercare autonomamente una struttura disponibile, spostandosi anche per decine di chilometri verso altre province oppure sperare di trovare un professionista reperibile. Una corsa contro il tempo che, in molti casi, può fare la differenza tra la vita e la morte dell’animale.
La mancanza di un servizio di pronto soccorso veterinario permanente non rappresenta una novità. Il problema è stato più volte evidenziato negli anni e portato all’attenzione delle istituzioni competenti, senza che, almeno fino ad oggi, si sia arrivati alla realizzazione di un sistema organizzato di emergenza.
Nonostante le numerose segnalazioni provenienti da cittadini, associazioni animaliste e proprietari di animali, la città continua a non disporre di una rete strutturata che garantisca assistenza veterinaria nelle ore notturne e nei giorni festivi.
Una criticità che assume un peso ancora maggiore considerando il ruolo di Foggia quale capoluogo di provincia e punto di riferimento per numerosi comuni del territorio.
Pur essendo chiaro che l’attività veterinaria privata non possa essere imposta dall’amministrazione comunale, il Comune di Foggia avrebbe potuto assumere un ruolo di coordinamento e promozione per favorire la nascita di un servizio condiviso tra i professionisti del territorio.
L’ente avrebbe potuto convocare tavoli tecnici con i veterinari, coinvolgere l’azienda sanitaria competente, le associazioni animaliste e gli altri soggetti interessati per individuare soluzioni organizzative capaci di garantire almeno un presidio di emergenza o un sistema di turnazione coordinata.
Ad oggi, tuttavia, non risultano iniziative strutturali che abbiano portato all’istituzione di un servizio stabile capace di garantire assistenza continua alla popolazione.
Anche l’Ordine dei Medici Veterinari avrebbe potuto svolgere un ruolo più incisivo
Accanto al Comune, anche l’Ordine dei Medici Veterinari della provincia avrebbe potuto promuovere un confronto tra gli iscritti volto a individuare modalità organizzative condivise.
Pur non avendo il potere di imporre ai professionisti l’attivazione di turni obbligatori, l’Ordine rappresenta il principale organismo istituzionale della categoria e può favorire il dialogo, promuovere protocolli di collaborazione e stimolare la nascita di servizi coordinati nell’interesse della collettività.
L’assenza di un sistema organizzato continua invece a lasciare i cittadini senza punti di riferimento certi nei momenti di maggiore necessità.
Negli ultimi anni il rapporto tra cittadini e animali domestici è profondamente cambiato. Cani, gatti e altri animali da compagnia sono ormai considerati a tutti gli effetti membri della famiglia. Parallelamente è cresciuta l’attenzione verso il loro benessere, come dimostrano anche le numerose iniziative legislative nazionali ed europee dedicate alla tutela degli animali.
La stessa normativa italiana riconosce un’importanza crescente al benessere animale. La Legge 14 agosto 1991, n. 281, dedicata alla tutela degli animali d’affezione e alla prevenzione del randagismo, rappresenta uno dei principali riferimenti normativi in materia. A questa si aggiungono le competenze attribuite ai servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali dal Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, relativo al riordino del Servizio Sanitario Nazionale, oltre alle numerose disposizioni regionali in materia di tutela animale.
Sebbene tali norme non impongano espressamente ai Comuni l’istituzione di un pronto soccorso veterinario H24 per gli animali di proprietà, esse delineano un quadro nel quale la tutela del benessere animale costituisce un interesse pubblico sempre più rilevante.
Diverse città italiane hanno sviluppato nel tempo sistemi di reperibilità veterinaria o reti di cliniche che garantiscono assistenza continua durante le ore notturne e nei giorni festivi.
Le modalità organizzative possono essere differenti: turnazioni tra strutture private, convenzioni con enti locali, reti coordinate di cliniche veterinarie oppure servizi di reperibilità condivisi.
L’obiettivo resta sempre lo stesso: assicurare una risposta immediata alle emergenze senza lasciare i cittadini nell’incertezza.
La mancanza di un servizio veterinario di emergenza non rappresenta soltanto un disagio per chi possiede un animale domestico. È una questione che riguarda il livello complessivo dei servizi offerti da una città capoluogo.
Foggia ambisce a migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, ma non può trascurare un’esigenza che coinvolge ogni giorno migliaia di famiglie.
Nessuno pretende che il servizio venga realizzato dall’oggi al domani. Tuttavia, appare legittimo chiedersi perché, nonostante il problema sia stato più volte segnalato alle istituzioni competenti, non sia stato ancora avviato un percorso concreto finalizzato alla ricerca di una soluzione condivisa.
È tempo di aprire un confronto.
L’istituzione di un servizio di emergenza veterinaria H24 richiede certamente disponibilità dei professionisti, sostenibilità economica e un’attenta organizzazione. Ma proprio per questo motivo sarebbe necessario avviare un tavolo permanente tra Comune di Foggia, Ordine dei Medici Veterinari, Azienda Sanitaria Locale, associazioni di tutela animale e rappresentanti dei cittadini.
Solo attraverso una collaborazione tra tutti i soggetti interessati sarà possibile individuare un modello organizzativo compatibile con le esigenze del territorio.
Continuare a rinviare il problema significa lasciare migliaia di proprietari di animali senza un punto di riferimento nei momenti più delicati, costringendoli a cercare aiuto fuori provincia o ad affrontare situazioni di estrema difficoltà senza alcuna certezza di assistenza.
Per una città capoluogo di provincia, questa non dovrebbe essere la normalità.