C’è una fotografia che racconta perfettamente lo stato di degrado in cui versa ormai gran parte della città di Foggia. Un’immagine che non necessita di particolari commenti, perché parla da sola. Sacchi dell’immondizia lasciati davanti ai cassonetti anziché al loro interno, plastica, bottiglie, cartoni e rifiuti di ogni genere sparsi sul marciapiede, nelle aiuole e lungo la strada. Uno spettacolo indecente, vergognoso, che rappresenta una vera offesa al decoro urbano.

Ancora una volta ci troviamo di fronte all’ennesima dimostrazione dell’assoluta inciviltà di una parte dei cittadini foggiani. Persone che evidentemente ritengono normale arrivare davanti a un cassonetto e abbandonare il proprio sacchetto a terra, senza neppure preoccuparsi di aprire il contenitore. Un gesto tanto semplice quanto doveroso che, per qualcuno, sembra essere diventato un’impresa impossibile.
È difficile trovare una giustificazione a comportamenti simili. Non si tratta di disattenzione. Non si tratta di un errore occasionale. Si tratta di una totale mancanza di rispetto verso la città, verso chi paga regolarmente la tassa sui rifiuti e verso quei cittadini che ogni giorno effettuano correttamente la raccolta differenziata.
L’abbandono incontrollato dei rifiuti è vietato dall’articolo 192 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il cosiddetto Testo Unico Ambientale, che proibisce l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti sul suolo e prevede specifiche sanzioni per i trasgressori. Norme che esistono ma che, evidentemente, senza controlli efficaci rischiano di rimanere soltanto sulla carta.
Tuttavia, fermarsi a condannare esclusivamente l’inciviltà dei cittadini sarebbe un’analisi incompleta. Perché se da una parte esiste chi contribuisce a sporcare la città, dall’altra è impossibile ignorare le evidenti carenze del servizio di igiene urbana.
Basta passeggiare in qualsiasi quartiere per rendersi conto di una realtà che ormai i foggiani conoscono fin troppo bene. Marciapiedi ricoperti da polvere, foglie, cartacce e rifiuti che restano accumulati per settimane. Aiuole trasformate in discariche. Bordi strada pieni di sporco sedimentato da mesi. Cumuli di immondizia che, anche dopo lo svuotamento dei cassonetti, continuano a rimanere sul posto senza che nessuno intervenga a ripulire l’area.
Ed è proprio qui che nasce una domanda che molti cittadini si pongono ormai da tempo.
Dove sono i netturbini?
Dove sono gli operatori ecologici che dovrebbero garantire quotidianamente la pulizia delle strade? Dove sono le squadre incaricate di spazzare marciapiedi, raccogliere i rifiuti abbandonati e restituire dignità agli spazi pubblici?
È una domanda legittima, che merita una risposta altrettanto chiara.

Perché se è vero che l’inciviltà di alcuni cittadini è sotto gli occhi di tutti, è altrettanto vero che il servizio di pulizia urbana appare, in molte zone della città, largamente insufficiente. Interi quartieri sembrano dimenticati. Le strade restano sporche per giorni, spesso per settimane, senza che si notino interventi di pulizia ordinaria.
Una situazione che finisce inevitabilmente per alimentare altro degrado. Dove c’è sporco, qualcuno si sente autorizzato a sporcare ancora di più. È un circolo vizioso che continua ad alimentarsi nel silenzio generale.
L’azienda municipalizzata ha certamente il difficile compito di gestire un servizio complesso, ma i cittadini hanno il diritto di pretendere una città pulita. Pagano un tributo per ottenere un servizio che deve essere efficiente, costante e visibile sul territorio.
Allo stesso tempo, nessun servizio potrà mai essere realmente efficace se continueranno a esserci persone che trasformano i cassonetti in semplici punti di riferimento davanti ai quali scaricare i propri rifiuti.
La verità è che Foggia sta pagando il prezzo di due problemi che si alimentano a vicenda: da una parte l’inciviltà di chi non ha alcun rispetto per la propria città, dall’altra un sistema di pulizia urbana che, almeno in molte aree, appare incapace di garantire quel livello di decoro che i cittadini meritano.
Servono controlli più severi, telecamere funzionanti, multe per chi sporca e una presenza molto più costante degli operatori ecologici sul territorio. Ma serve soprattutto un cambio di mentalità.
Perché Foggia non può continuare a essere raccontata attraverso immagini come questa. Non è accettabile che nel 2026 intere zone della città offrano uno spettacolo tanto indecoroso. Il degrado non può diventare normalità. E il silenzio, davanti a tutto questo, sarebbe ancora più grave.